Bluff oppure no?

I giocatori di poker hanno un linguaggio particolare. Le persone che non giocano pensano che pot-odds, cowboys, drawing dead siano parole di un linguaggio alieno – o quanto meno straniero! Tuttavia, anche tra i giocatori ci sono delle discordanze tra termini come “bluff” e “bad beat”, come se non parlassero tutti lo stesso “poker-slang”!
C’è un’intera generazione di giocatori che sembra non capire cosa significhi “bluff”; si racconta che a Las Vegas, durante una partita di Limit Hold’em in un casinò al margine meridionale della Strip (la via principale della città), sia accaduto un episodio singolare.
Tutti avevano passato fino ad arrivare al bottone che rilanciò con A-2. Con una mano così marginale, chiunque sarebbe stato contento di prendere i bui senza vedere il flop, ma il ragazzo sul grande buio, che non era uno sprovveduto, fece call. Il dealer girò un flop con 7-5-5, così, dopo il check del ragazzo, l’original raiser fece una continuation bet.
Il grande buio si mise a riflettere a lungo, nonostante si trattasse solo di un piccolo importo, prima di passare controvoglia la sua mano. Questo atteggiamento è fastidioso in genere ad un tavolo di Limit Hold’em, visto che si tratta sempre di piccole puntate, cosi il bottone lanciò le sue carte al dealer in maniera poco accorta, urtando la mano sinistra di questo, che in modo maldestro le mostrò a tutti. “Sapevo che stavi bluffando!” gridò il ragazzo con disgusto.
L’avversario lo guardò sorpreso e gli chiese se era in grado di battere un asso, visto che, dopo la sua reazione, si aspettava che avesse passato una coppia. “No, non potevo battere l’asso, ma sapevo che tu non avevi nulla”. Tuttavia, quella bet sul flop non era un bluff, visto che un asso molto spesso è la mano migliore su quel board inoffensivo – e per definizione non si bluffa quando si punta con la mano migliore. Quel commento si riferiva all’assunto che, per puntare, bisogna avere almeno una coppia, qualsiasi altra cosa è un bluff.
In un altro episodio accaduto in un torneo, un giocatore floppò una coppia con Q-J, anche se non la massima possibile, e un progetto di colore, quindi rilanciò la puntata di un avversario alla sua destra, mettendolo in difficoltà. Alla fine questo fece call con la doppia coppia più piccola, sostenendo che aveva sorpreso il suo oppo in bluff.
In realtà, si trattava di un semibluff, perché mettendo chi lo precedeva su una mano più debole, c’erano serie possibilità di essere avanti nel colpo in quel momento.
Mer 07/04/2010 da Assopoker in ABC Del Poker







