David Ulliot: pronta la biografia di “Devilfish”

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David ‘Devilfish’ Ulliot

David “Devilfish” Ulliot è uomo abituato alle contraddizioni: nonostante sia il giocatore di poker britannico più vincente nell’ambito dei tornei, grazie a 5.900.000 $ guadagnati in carriera, la sua vita è stata tutt’altro che limpida, costituendo pertanto materiale eccellente di una autobiografia assolutamente non convenzionale.

Nelle 384 pagine di “Devilfish: The Life and Times of a Poker Legend” non sono riportati soltanto gli aspetti già noti al grande pubblico, come il suo primo ed unico braccialetto WSOP conquistato nel 1997, o la vittoria conquistata nel circuito WPT nel 2003.

Ma piuttosto la vita ai margini condotta da Ulliot da giovanissimo, quando il futuro campione di poker passava dalle strade di Hull alla prigione ad un ring con guantoni da box a fasciargli i pugni, apparentemente senza un futuro particolarmente brillante davanti a sé.

E’ stato proprio l’incontro con il poker texas hold’em avvenuto alla fine degli anni Novanta ad aver costituito per “Devilfish” terreno di riscatto per una storia completamente diversa, che adesso sarà esposta sugli scaffali delle librerie online a partire dal 9 settembre prossimo, raccontata dalla voce dello stesso Ulliot che certo non teme di parlare di sé senza particolari inibizioni.

Del resto, il mondo del poker era assai diverso per i suoi precursori, ignorato dai media e molto più underground, infinitamente più incerto e borderline, quando non addirittura pericoloso.

Tempi passati ormai, e forse non è un caso che proprio adesso che il texas hold’em è qualcosa di molto diverso, storie come quella di David “Devilfish” Ulliot attirano l’attenzione del grande pubblico. Biografie come la sua raccontano infatti un mondo che appare torbido e affascinante, eletto ed oscuro, figlio di tempi non lontani che pure si stenta quasi a credere che siano mai esistiti.

Lun 19/07/2010 da Assopoker in

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