Doyle Brunson

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Doyle Brunson

Doyle Brunson è la leggenda vivente del poker Texas Hold’em per antonomasia. Se pensiamo che ha iniziato giocare a poker già dalle scuole superiori, non è difficile immaginare come questo signore texano, classe 1933, nell’arco di oltre cinquant’anni di vittorie, sia diventato l’icona del Texas Hold’em.

Ma facciamo un passo indietro, quando l’obiettivo di Doyle era il basket. Egli, infatti, ha sempre mostrato di avere doti atletiche sopra la media, fu annoverato addirittura tra le cinque migliori promesse del basket in Texas.

Anche gli allora noti come Minneapolis Lakers (attualmente Los Angeles Lakers) mostrano interesse nei suoi confronti. Ma non era questa la carriera che il destino aveva riservato a Doyle! Infatti un fatidico incidente sul lavoro, oltre che spezzargli il ginocchio, gli interrompe anche la promettente carriera di cestista dell’NBA. Brunson non si perde d’animo, si laurea e inizia a lavorare saltuariamente come venditore di macchinari, ma quando finalmente capisce che il poker, fino ad allora praticato marginalmente, poteva diventare una vera attività, ecco che la sua epopea ha inizio.

Siamo tra gli anni ’50 e ‘60, Doyle diventa un “rounder“, cioè un player professionista che gira per i circoli di poker degli stati d’America tentando di vincere il più possibile per sbarcare il lunario. Certamente una vita non semplice, piena di avventura e di rischio: in quegli anni, infatti, era piuttosto facile imbattersi al tavolo con personaggi poco raccomandabili e come lui stesso ha affermato “spesso era più difficile riuscire a portare a casa i soldi che vincerli al tavolo!”.

Nel 1962 si sposa e decide di porre fine al suo vagabondaggio per gli States, stabilendosi con la famiglia a Las Vegas. Gli anni 1976 e 1977 sono per lui d’importanza cruciale, riesce, infatti, dove nessuno ancora era arrivato: vincere consecutivamente le WSOP e vincerle sempre con la stessa mano finale! La famigerata “Doyle Brunson hand” : dieci-due off suited.

E’ la consacrazione, di lì a poco inizia a scrivere il testo che è diventato la bibbia del poker, il “Super System” che contribuisce a lanciare il gioco del poker in tutto il mondo. Dopo qualche anno esce la sua seconda opera “According to Doyle“. Una collezione dei suoi articoli più significativi scritti per il Gambling Time magazine dove fa profonde riflessioni su cosa serve veramente per diventare un “gambler”, mettendo la rispettabilità al primo posto delle caratteristiche richieste.

Infatti, tra i principali grandi meriti di “Texas Dolly” – questo è il suo soprannome, curiosamente nato da un errore di lettura di un commentatore WSOP – ricordiamo che è stato il primo ad aver creduto fermamente nella variante del Texas Hold’em e ad averla divulgata nel mondo. Inoltre, e forse questo è il suo maggiore merito, ha lavorato incessantemente per togliere quell’aura di illegalità che fino allora aleggiava intorno al mondo pokeristico e rendere la professione di giocatore un mestiere vero e soprattutto rispettabile. Doyle, infatti, ha dato al poker una sua dignità morale e i quei principi etici di cui aveva proprio bisogno.

I dieci braccialetti WSOP vinti (tra cui 2 main event), il suo nome inserito nella Poker Hall of Fame, una sua poker room ed un seguitissimo blog su internet lo assurgono a mito. E sono solo alcune delle attività che questo arzillo texano ancora svolge. Ma suo personale punto d’orgoglio, vittorie a parte, è l’onorabilità con cui si è sempre comportato al tavolo da gioco. Infatti, tra i vari nick attribuitigli, quello di cui va più fiero è “the man” – l’uomo – che si è conquistato nei tavoli del cash-game grazie alla sua integrità e rettitudine morale.

Ad oggi, ancora partecipa attivamente agli eventi pokeristici. L’abbiamo visto alle WSOP del 2009 con tre piazzamenti in the money e a marzo 2010 arrivare quinto all’NBC National Heads-Up Championship di Las Vegas. Attivissimo, dunque, ma col gran dispiacere di non riuscire più a giocare per oltre 14 ore di fila. Saranno forse i suoi settant’anni passati che iniziano a farsi sentire? Comunque sia, sappiamo che Doyle non è il tipo che molla e per lui il futuro potrebbe riservare ancora qualche sorpresa!

Sab 31/07/2010 da Assopoker in

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