Full Tilt in bilico tra Alderney Gaming Control Commission, DoJ e Francia

Il destino di Full Tilt ormai somiglia sempre di più alla trama di una serie tv o di una soap opera. Qualche giorno fa sembrava tutto finito, milioni di giocatori erano metaforicamente alla canna del gas, convinti che non avrebbero rivisto mai più i loro soldi ne la loro poker room preferita. Le frasi amare e disincantate dei giocatori invadevano tutti i forum del mondo del poker. Quando tutti aspettavano la parola fine arriva il colpo di scena, il principe sul cavallo bianco. Ma è veramente così? Come stanno veramente le cose?
Innanzitutto è bene fare chiare su quali sono gli attori che recitano in questa appassionante soap opera intitolata Full Tilt. Due sono gli attori principali. l’Alderney Gaming Control Commission (AGCC) e il Dipartimento di giustizia americano (DoJ). Più defilato c’è il principe tricolore, la cordata di investitori francesi. Ognuno di questi tre attori ha i suoi scopi da inseguire.
Il DoJ deve accertare i responsabili della truffa ai danni dei giocatori di Full Tilt, particolarmente di quelli americani, deve cercare di recuperare il denaro per rimborsare i giocatori, sempre quelli americani, ed infine deve punire i colpevoli. Il tutto in attesa che gli USA si dotino di una legge riguardante il poker online e da questo punto di vista è semplicemente incredibile che lo stato con più giocatori al mondo non avesse una legge in merito.
L’AGCC deve decidere se restituire la licenza a Full Tilt e deve tutelare i giocatori, europei soprattutto affinchè non cadano prede di un’altra situazione ambigua e pericolosa. L’AGCC ha sostanzialmente il ruolo di giudice e probabilmente sarà l’ultima a pronunciarsi in materia, visto che ha sospeso tutto dopo aver svolto la prevista riunione con i legali della poker room irlandese.
Gli investitori francesi vogliono acquisire una poker room all’avanguardia dal punto di vista tecnico, con un brand famosissimo e con un gruppo di giocatori fidelizzati alla poker room e sicuramente ancora più attaccati a coloro i quali avranno il pregio di aver salvato i loro soldi dal lupo cattivo. I francesi hanno due nodi da sciogliere, la licenza da ottenere dall’AGCC e la sicurezza di non essere perseguiti dal DoJ per i debiti contratti dalla precedente società.
In questo quadro generale i legali di Full Tilt parlano tramite Jeff Ifrah che ha fatto capire che gli investitori francesi sono ad un passo dal concludere l’affare. In termini logici la sequenza dovrebbe essere la seguente. I francesi, che ricordiamolo garantiscono il rimborso di tutti i soldi presenti sulla poker room, una volta ottenuto l’ok dal DoJ si precipiterebbero dall’AGCC con autorizzazione e denari ed a quel punto otterrebbero anche la tanto agognata licenza. Sembra tutto facile, ma quando ballano centinaia di milioni di dollari c’è poco da essere entusiasti. Si muove tutto su un fil sottilissimo come quello tra i nuts ed il player out.
Gio 29/09/2011 da Fabio Pagano in Full Tilt Poker











