High Stakes Poker: finita la sesta stagione

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High Stakes Poker

E’ giunta a conclusione anche la stagione 6 di High Stakes Poker, con la puntata finale che ha visto i giocatori presenti accordarsi per salire di stakes fino ad un 500$/1000$ con ante di 300$.

Dopo aver aderito a questa iniziativa, promossa da Lex Veldhuis che era subentrato a Mike Matusow per quest’atto finale del programma, Tom Dwan non ha perso tempo ed ha provato a far salire il gioco fino ad un 1000$/2000$ con ante di 500$, ma nessun degli altri ha voluto accettare.

La prima parte dello show ha visto proprio Veldhuis tra i protagonisti, subendo prima un paio di colpi proprio in avvio di puntata e poi riscattandosi velocemente grazie a due piatti vinti contro Eli Elezra e Doyle Brunson, quest’ultimo pescato su un gigantesco bluff e battuto soltanto con una coppia di 2.

Uno strepitoso Tom Dwan ha invece chiuso in attivo tutte e tre le sessioni di questa stagione, ringraziando Eli Elezra per questa mano in particolare: Eli, che già stava vincendo parecchio, rilancia con Q-Q trovando quattro avversari per il call incluso anche Dwan, che becca una top two pair con 9-7 su un flop 9-7-3. Elezra punta subito e Durrrr effettua un rilancio, che viene poi 3-bettato dallo stesso Eli. Tom non si fa pregare e dichiara un all-in che non viene però chiamato dall’isrlaeliano che intuisce di essere dietro dichiarando che l’altro poteva avere proprio 9-7.

Dwan assesta poi un altro colpo anche ai danni di Bertrand “ElkY” Grospellier, che sceglie proprio il momento sbagliato per ritenere l’americano in bluff. Durrrrr ha infatti una coppia d’assi che si rivela assolutamente sufficiente per ripulire completamente il francese.

Si chiude allora qualche mano dopo, la 13esima ed ultima puntata del fortunato programma televisivo della rete GSN. Con Phil Ivey e Tom Dwan tra i protagonisti indiscussi, quest’ultima stagione ha visto discreta action, con diversi giocatori che hanno dovuto ricaricare con altri buy-in, come Daniel Negreanu, o che hanno preferito abbandonare il tavolo come Phil Hellmuth ed il nostro Dario Minieri, autore sicuramente di una buona prestazione ma che ha chiuso purtroppo ancora con un bilancio in negativo per il secondo anno consecutivo.

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