Il futuro delle poker room.it è la nascita del .eu ?

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Flag of European Union

Dopo la scorpacciata di poker live dell’ultimo mese e mezzo, con ben tre tappe EPT, le WSOPE ed i tavoli finali di Partouche Poker Tour e World Series of Poker, si può tornare a parlare di poker online e nello specifico delle poker room italiane. Occorre innanzitutto fare il punto della situazione sul mercato italiano e cercare di capire quali sono le possibili evoluzioni.

L’iniezione di entusiasmo arrivata con l’introduzione della modalità di gioco cash game è scemato e probabilmente è durato molto meno del previsto. A distanza di quattro mesi dall’introduzione si può dire che più che aumentare i giocatori sono semplicemente trasmigrati da una modalità all’altra. I motivi sono svariati. Innanzitutto la curiosità verso una modalità che chi ha frequentato solo .it non conosceva, poi ha inciso anche il fatto che il cash game ha due differenze fondamentali rispetto ai sit&go ed in minima parte anche rispetto ai tornei. Il cash non ha limiti di tempo e in un cash game non si può essere eliminati. Questo per il gambler medio italiano è una grande differenza. Questo ha fatto si che i giocatori di sit&go si sono progressivamente ridotti a numeri da riserva indiana su alcune poker room.

E questo ci porta a discutere di un altro aspetto, secondo me deleterio, delle poker room nazionali. Le .it saranno un paio di centinaia, i giocatori veramente attivi sono un milione o poco più. Il ricambio non è per nulla in positivo, cioè sono più quelli che smettono di giocare rispetto a quelli che cominciano. In pratica ogni poker room può contare su un parco giocatori di 5000 unità. Questo in linea teorica, ma sappiamo bene che ci sono poker room che hanno molti più giocatori di altre. Di conseguenza ci sono poker room che assomigliano alle strade di Milano il pomeriggio di ferragosto. Continuare in questa direzione non porterà alcun miglioramento. Anche riducendo il numero delle poker room della metà non ci sarebbe sto gran cambiamento. Il problema è che il mercato italiano è tendenzialmente saturo, difficile prevedere un ulteriore boom del poker sportivo. La base si potrebbe incentivare con il poker live nei circoli, ma ormai si sono perse le tracce e le speranze per questa possibilità.

Quello che ha reso forti le nostre poker room, il proibizionismo, è anche quello che lentamente le sta uccidendo. Per cui la soluzione è solo quella di allargare il mercato, puntare al famoso .eu, una cosa più facile a dirsi che a farsi. Innanzitutto ogni paese o quasi ha la sua legislatura in merito al poker online. Si va dal modello italiano adottato anche da altre nazioni, a quello svedese che ha creato una poker room statale a quello inglese che prevede la liberalizzazione totale. Prospettare in tempi brevi una legislatura unica europea è perlomeno utopistico. Senza contare che il contatto quotidiano con giocatori da tutta Europa migliorerebbe anche livello tecnico medio degli italiani. Non ci resta che aspettare. Cosa? Il solito miracolo all’italiana.

Mar 22/11/2011 da Fabio Pagano

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