Il poker e il tilt

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poker e tilt

Quando permettete alle vostre emozioni di prendere il controllo del tavolo, siete in tilt. E giocare da tiltati porta sempre e solo ad un risultato: perdere! Lo sanno bene i player professionisti, anche loro, infatti, non ne sono immuni.

Ecco una situazione tipica: un player – ipoteticamente cheapleader – perde una mano importante contro un avversario scarso che ha avuto la fortuna di centrare il punto al river. Ovviamente questa mano non lo porta all’eliminazione, eppure turba fortemente il suo equilibrio, inizia a giocare loose-aggressive e a breve è fuori dal torneo.

Questo è il tilt: il nostro player non solo ha permesso alla sua rabbia e frustrazione di parlare, ma essenzialmente ha deciso di mollare la partita nel momento in cui ha perso la sua big hand. E’ successo anche ai migliori di noi! E’ uno degli errori più comuni tra i giocatori.

Occorre disciplina. Dobbiamo analizzare il nostro stato d’animo e capire che se emotivamente non siamo in giornata, non dobbiamo giocare a poker. Infatti, se ci sediamo al tavolo con qualche nervo già scoperto, niente di più facile che si commettano errori, e gli errori al poker costano cari!

Allora evitate in anticipo oppure, se vi ritrovate tiltati al tavolo imponetevi fermamente di uscire dal gioco, o almeno fate una pausa che vi permetta di riequilibrare il vostro mindset. La vostra testa deve essere concentrata sullo svolgimento del gioco e non sull’episodio di quella bad beat .

Ma se a saltare sono i nervi di qualcun altro al tavolo, la situazione cambia. La statistica dice che trattasi di dead money, perché dunque non trarne vantaggio? Cerchiamo di adattarci al loro gioco: se giocano loose cerchiamo di essere più tight sfruttando al massimo la forza delle nostre mani. Più mani perdono, più tiltano e più tenteranno di rifarsi. Ma attenzione a non tirare troppo la corda, vogliamo farli solo tiltare, non scappare dal tavolo!

Ven 30/07/2010 da Assopoker in

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