Il poker e l’origine dei nickname

Come molti di voi avranno già notato, la maggior parte dei giocatori di poker si contraddistingue per un proprio “nickname”, un soprannome che diventa un vero e proprio nome di battaglia tanto ai tavoli online quanto nei tornei live.
Con l’avvento del poker moderno questi sono spesso legati al nickname utilizzato dai giocatori online, ma spesso dietro al “nome d’arte” di molti professionisti della vecchia scuola vi sono storie interessanti o episodi curiosi, che ne svelano alcuni dettagli non sempre noti al grande pubblico.
E’ il caso di Antonio “The Magician” Esfandiari, così chiamato perché dall’età di ventun’anni ha iniziato ad apprendere i giochi di prestigio, dopo essere rimasto impressionato dall’abilità nel maneggiare le carte dell’avventore di un ristorante in cui lavorava. Nonostante sia da anni un professionista, a riprova del suo passato Esfandiari è a tutt’oggi un vero asso nei “chip trick”, in cui si esibisce talvolta al tavolo.
Altro giocatore che ha fatto del proprio nickname la sua fortuna è certamente Phil “The Unabomber” Laak. E’ stato infatti uno dei primi a presentarsi al tavolo indossando il cappuccio di una felpa e degli occhiali da sole, lanciando una vera moda e ricordando così l’identikit diffuso dall’FBI di Ted Kaczynski, una sorta di figura anarchica che dal 1978 al 1995 ha spedito diversi pacchi bomba negli USA, fino ad essere arrestato.
C’è poi Men “The Master” Nguyen, statunitense di origine vietnamita capace di vincere in carriera sette braccialetti WSOP – l’ultimo pochi giorni fa – è che è riuscito ad istruire vari giocatori asiatici divenuti poi players di successo, quali il cugino Scotty Nguyen o David “The Dragon” Pham (nella foto), guadagnandosi così l’appellativo di maestro.
Ogni giocatore di poker nasconde insomma in sé una storia: il nickname non è altro che la finestra attraverso cui scrutarla.
Mar 22/06/2010 da Assopoker in Phil Laak, Scotty Nguyen











