L’Europa è sempre più “Poker-oriented”

In principio furono le sale da gioco online sui siti .com a farla da padroni. Poi arrivò l’innovazione tutta italiana delle poker room .it, aperte ai soli giocatori nostrani e con parte della rake che andava allo stato.
Per un po’ .it e .com hanno coesistito, tuttavia l’intervento dell’AAMS oscurò di fatto i siti .com per i nostri player, facendo rientrare come “fuorilegge” il gioco su tali room estere.
Buona parte del traffico in Italia si è quindi riversato sui siti .it, mosso anche da una folta schiera di giocatori occasionali che hanno ulteriormente contribuito al fenomeno poker nostrano.
Proprio pochi giorni fa, sulla scia della nostra esperienza, anche la Francia ha deciso di regolamentare la sua posizione rispetto al Texas Hold’em in forma sportiva o da torneo. Tra febbraio e marzo il Parlamento Francese si è messo al lavoro, producendo un disegno di legge che ha creato un ente simile alla nostra AAMS, che si chiama ARJEL.
Anche per i nostri cugini transalpini, per adesso, nessun altro gioco da casinò, considerati d’azzardo e potenzialmente pericolosi per le finanze di soggetti poco accorti e inclini alle dipendenze. Seguendo tale filone, anche la Camera dei Rappresentanti Belga ha approvato una legge che disciplina il mercato del poker online. Sarà creato il “clone” dell’AAMS e le licenze verranno distribuite progressivamente, prima a concessionari locali considerati adatti, poi anche ad investitori esteri, purché collochino fisicamente i server in Belgio.
Finalmente gioco per tutti alla luce del sole? Resta un grande rammarico però: se tutti i Paesi si orienteranno per questa scelta, si toglierà un po’ di quella “magia” che permetteva di giocare con persone a migliaia di chilometri di distanza da noi. Il nostro augurio è che, in futuro, si creino le condizioni per delle competizioni internazionali anche sui tavoli del gioco online nostrano.
Ven 16/04/2010 da Assopoker in AAMS, Legislazione Sul Poker











