La lunga agonia di Full Tilt, ultime notizie sulla Poker Room irlandese

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Full Tilt Ultime Notizie Agonia

Il percorso che sta portando Full Tilt Poker da essere una delle prime due poker room al mondo, a scomparire definitivamente dal panorama del poker online è comparabile soltanto con una lenta e dolorosa agonia. La poker room irlandese è rimasta coinvolta nel black friday insieme a Pokerstars ed Absolute Poker. All’inizio la sua posizione sembrava assolutamente in linea con quella delle altre poker room coinvolte. Poi le cose sono precipitate.

Full Tilt ha continuato ad operare sul mercato extra USA come se nulla fosse per qualche altro mese, intanto il tam tam sul web diventava sempre più assordante. Sul forum specializzato 2+2 qualche gola profonda cominciava ad insinuare che il fallimento della poker room fosse ormai prossimo.

Un paio di mesi fa la prima mazzata, la AGCC decide di ritirare la licenza a Full Tilt, questo significa conti immediatamente bloccati e poker room inaccessibile per i giocatori. In pratica Full Tilt non aveva più il diritto ad esercitare in nessun paese del mondo, perchè al momento del ritiro della licenza da parte di AGCC fu bloccata anche la trattativa per la versione francese di Full Tilt che era ormai sul punto di partire. In Italia c’erano voci insistenti per il lancio di una piattaforma .it di Full Tilt, ma il ritiro della licenza ha portato soltanto ad una perdita economica non indifferente da parte dei giocatori italiani che stazionavano regolarmente sulla poker room. La AGCC dopo una prima udienza decise di rinviare il tutto al 15 settembre 2011 per dare la possibilità a Full Tilt di trovare nuovi investitori.

L’estate è trascorsa tra indiscrezioni, abbandoni e licenziamenti. Il top management dell’azienda ha mollato la barca, quelli rimasti si sono visti costretti a licenziare tutto il personale non necessario a proseguire l’avventura di Full Tilt, ed intanto si moltiplicavano gli spifferi riguardanti fantomatici investitori. Tra le voci più accreditate c’era la cordata di imprenditori europei guidati da Phil Ivey. Tra una cosa e l’altra si arriva a due giorni fa.

La AGCC stabilisce che l’udienza si terrà il 19 settembre invece del 15 e che sarà a porte chiuse invece che pubblica. Un po’ strano come procedimento, ma si confida nella buona volontà della AGCC di risolvere il problema e riuscire in qualche modo ad aiutare i giocatori che cercano di recuperare i propri soldi. Mentre si attende la decisione scaturita dai due giorni d’udienza arriva il fulmine a ciel sereno. L’FBI incrimina quattro dirigenti di Full Tilt per aver ideato uno schema Ponzi per truffare i giocatori. In pratica si tratta di quelle famose catene nelle quali chi entra prima guadagna su quelli che entrano dopo e l’unico modo per continuare a guadagnare è che entrino sempre persone nuove. Per una poker room famosa ed appetibile come era Full Tilt deve essere stata una cosa molto semplice.

Questi i quattro incriminati, tra loro due giocatori molto famosi e benvoluti dal pubblico:
Furst, $11.706.323.96
Lederer, $41.856.010,92
Bitar, $40.954.781,53
Ferguson, $25.000.000,00
Le cifre rappresentano i milioni di dollari che avrebbero intascato ai danni dei giocatori. Una delusione tremenda soprattutto per i nomi di Howard Lederer e Chris Ferguson. Con l’Fbi su questo tipo di reati si scherza ben poco, la galera potrebbe essere il futuro più probabile per gli incriminati. Il buco complessivo si dovrebbe aggirare intorno ai 380 milioni di dollari.

Per quanto riguarda Full Tilt è tutto legato alla decisione dell’AGCC che può essere di tre tipi.
1) Ritiro definitivo della licenza e morte di Full Tilt
2) Concessione della licenza e spazio a probabili acquirenti
3) Attesa che la giustizia americana si pronunci per adeguarsi
Nel mentre ai giocatori di Full Tilt non resta da far altro che aspettare e sperare.

Gio 22/09/2011 da Fabio Pagano in

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