Omaha Hi/Low: le mani più sopravvalutate

Nonostante sia ancora poco praticata in Italia, l’Omaha hi/low è certamente una delle varianti più affascinanti del poker in assoluto: tecnica e meritocratica, garantisce minor varianza e vincite costanti ai giocatori più abili.
Non di rado i giocatori che si approcciano all’Omaha Hi/Low commettono errori banali nel valutare la forza delle loro mani iniziali, con risultati disastrosi: vediamo quindi quali sono questi errori e come cercare di evitarli.
Uno dei più comuni è quello di giocare qualsiasi mano che contenga A-2, a prescindere dalle altre carte. Trattandosi di uno split game, l’obiettivo nell’Omaha hi/low è sempre quello di vincere l’intero piatto, non solo metà.
Inoltre, bisogna considerare che ci sarà sempre un piatto Hi da vincere, ma non sempre il board potrà presentare tre carte pari all’otto o inferiori, condizione indispensabile perché si abbia un punto low.
Un altro errore consiste nel fraintendere la forza di una mano come 6-7-8-9, che nell’Omaha hi/low sarà perdente tanto contro un buon punto low quanto contro un punto high migliore, come ad esempio una scala superiore. Se anche questa mano fosse double suited, anche chiudendo un colore esiste sempre la possibilità che ve ne sia qualcuno superiore: in questo gioco bisogna sempre cercare di chiudere i punti nut, ovvero i più alti possibili in relazione al board.
Un ulteriore sbaglio consiste nel giocare mani che contengano un tris, oppure tre carte del medesimo seme. In entrambi i casi, vi state togliendo un prezioso out per chiudere set oppure il vostro flush draw, e quindi quella che vi sembra essere una mano che vi avvicina al vostro scopo in realtà non fa che allontanarvi da questo.
Un gioco complesso come l’Omaha hi/low richiede molto più che questo per essere vincenti, ma certamente potrete considerare evitare certi errori come un ottimo inizio.
Sab 03/07/2010 da Assopoker in Mani Di Partenza











