Phil Hellmuth, gli altri giocatori dicono basta!

Uno dei parametri per poter entrare a far parte della Poker Hall Of Fame consiste nell’essere riusciti a guadagnarsi il rispetto dei propri pari: nonostante gli undici braccialetti WSOP vinti, questo sembra essere un obiettivo che Phil Hellmuth non riesce proprio a raggiungere.
Del resto, nel suo caso è difficile capire dove finiscano l’uomo ed il giocatore e dove inizi invece il personaggio.
Sicuro di sé ai limiti dell’irritante, anche i professionisti più temprati hanno sbottato di fronte alla sua ennesima iniziativa, quella di presentarsi a giocare il Main Event WSOP vestito da lottatore di Mixed Martial Arts. Salvo uscire mestamente nel giro di poche ore.
Nonostante Phil Hellmuth non sia nuovo a trovate pubblicitarie simili – lo scorso anno si era presentato niente meno che vestito da imperatore romano – il consenso che riesce a raccogliere con questi suoi atteggiamenti, tanto fra gli appassionati che fra gli addetti ai lavori, è sempre più calante.
Se c’è chi si limita ad alzare le spalle e ad evitare di assistere a certe scene pensando che tutto sommato possano essere positive per il movimento pokeristico in generale in quanto note di colore, una vecchia gloria come Doyle Brunson non gliele ha certo mandate a dire, sostenendo che si sia semplicemente reso ridicolo e ottenendo via Twitter una valanga di consensi.
C’è anche chi ha colto il lato più leggero della vicenda, vedendo in quest’occasione un modo per prendersi bonariamente gioco di un amico. Come nel caso di Annie Duke, che via internet si lamentava di essere nella sala sbagliata del Rio, così da non potersi gustare la scena in diretta.
Mentre Joe Sebok dimostrava di voler vincere facile, dichiarandosi disposto a scommettere che più della metà dei commenti su questa vicenda sarebbero stati negativi o canzonatori. Scommessa che, inutile dirlo, è stata vinta con ampio vantaggio.
Dom 11/07/2010 da Assopoker in Doyle Brunson, Phil Hellmuth, Poker Gossip, Poker News











