Poker: riflessioni sulle bad beat

Si vedono di continuo giocatori che vanno in tilt lamentandosi della loro sfortuna e delle bad beat che subiscono. Addirittura alcuni vanno fuori di testa semplicemente perché perdono colpi dove sono favoriti solo di 3 a 2.
Per molti veterani del poker, questa non si può chiamare bad beat… nessuno si metterebbe a strepitare perché il suo A-9 è stato superato dal K-8 dell’avversario in seguito ad un board fortunato.
Ci sono giocatori che piagnucolano dicendo di aver subito addirittura 4 bad beat in un sit’n'go solo perché avevano un piccolo margine sull’opponent, ma essere in vantaggio al 60-40 non significa certo che il colpo è già vinto!
È ovvio che in questo articolo non abbiamo volute fare una disquisizione sull’utilizzo corretto o meno di un determinato termine. L’aspetto che ci premeva sottolineare era come le nostre percezioni sul mondo che ci circonda – e sul tavolo verde in questo caso – influenzino le nostre emozioni e come queste finiscano guidare le nostre scelte e la nostra strategia di gioco.
Se ti senti frustrato perché credi di essere stato bluffato più del normale giocherai in maniera più aggressiva ed incontrollata. Se pensi che rilanciare con A-high sia un bluff, non sfrutterai mai appieno i vantaggi della posizione. Inoltre, considerare qualsiasi piccolo vantaggio statistico come un macigno insormontabile per i nostri avversari renderà ogni nostra partita uno stillicidio, togliendoci razionalità ed il piacere del gioco.
Il nostro consiglio è di pensare in maniera distaccata al poker, cogliendone tutti gli aspetti oggettivi e prendendo sempre le decisioni più giuste, indipendentemente dal nostro stato emotivo. Infine, pensate bene se sia giusto attaccare un avversario dicendogli che sta bluffando o lamentarsi per le continue bad beat…
Ven 09/04/2010 da Assopoker in ABC Del Poker











