Poker Texas Hold’em, gli albori di un’epoca

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poker texas hold’em

16 agosto 1968, la popolare rivista americana “Life” pubblica un articolo di un certo A.D. Livingstone che parla di poker. Dov’è la notizia? Eccola: il signor Livingstone, senza saperlo, scrisse il primo articolo di poker Texas Hold’em di cui si abbia traccia.

I vari Gus Hansen e Daniel Negreanu, “pokeristicamente” parlando, dovevano ancora nascere e dell’enorme impatto che questo tipo di gioco avrebbe avuto nel mondo, nessuno ne aveva proprio l’idea!

Livingstone – che ha anche scritto libri di strategia sul poker – con un candore che oggi fa sorridere, descrive il nuovo tipo di gioco come frenetico e con un crescendo di forti azioni al tavolo. Una variante del poker che ancora non ha un’identità precisa, tant’è che il nome varia secondo la città americana in cui si gioca: da “hold me darling” a “tennessee hold me” oppure semplicemente ” hold me”.

Da allora le regole non sono cambiate. Quella che si è evoluta, invece, è la dinamica del gioco ed anche la terminologia. Uno slang mutuato esclusivamente dall’inglese che consente ai player di esprimersi in una lingua universale, ma che ai tempi di Livingstone sarebbe risultata una diavoleria incomprensibile.

Probabilmente gli antenati del Texas Hold’em avrebbero guardato con sospetto anche il gioco online, non dimentichiamo che internet non esisteva ancora. Livingstone, infatti, si riferisce esclusivamente al cash game live.

Sicuramente, il nostro Livingstone era ben lontano dall’immaginare la portata delle sue affermazioni e diventa addirittura veggente quando predice che la nascita della variante texana sarà della massima importanza nella storia del poker, tanto da rimpiazzare il celeberrimo Seven Card Stud. Davvero notevole come previsione!

Dom 01/08/2010 da Assopoker in ,

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