Pot Limit Omaha: la strategia di base

Il Pot Limit Omaha è una delle varianti di poker che negli ultimi anni hanno conosciuto più fortuna, al di là del No Limit Texas Hold’em.
Capita spesso che giocatori provenienti dal texas hold’em si avvicinino incuriositi a questa specialità, tuttavia approcciandosi nel modo scorretto, ovvero pensando che si tratti dello stesso gioco, semplicemente con quattro carte in mano: nulla di più sbagliato. Nel Pot Limit Omaha vi sono tre parole essenziali: selezione, posizione ed aggressione.
La selezione riguarda la scelta delle mani da giocare preflop: nonostante in questa fase nessuna sia sfavorita in modo schiacciante rispetto ad un’ altra, in un tavolo da sei o nove giocatori è fondamentale puntare a chiudere progetti nuts, perché nel poker arrivare secondi in un piatto significa perdere.
Ecco allora che ad esempio è importante non solo che le quattro carte siano il più possibile connesse fra loro, ma che ad esempio abbiate dei progetti di colore all’asso: in generale, ricordatevi che quello che è un punto forte nel No Limit Hold’em non lo è altrettanto nel PLO, dove ci si può trovare a foldare anche una scala con una certa “serenità”.
Il secondo aspetto riguarda la posizione: se questa si rivela fondamentale nel No Limit Hold’em, questo lo diventa ancora di più nel Pot Limit Omaha, dove stimare i range avversari diventa più complesso e quindi il vantaggio di parlare per ultimi acquista ancora più valore.
Infine l’aggressività: la parola slowplay nell’Omaha è bandita ancora più che in altre varianti, e sebbene dovrete evitare di impegnare porzioni importanti dello stack con mani marginali, al contempo dovrete spingere con combodraw importanti o punti forti, regalare una carta potrebbe costarvi molto caro.
Infine, un accenno al bankroll: la varianza nel Pot Limit Omaha è altissima, il tilt dietro l’angolo, fattori di cui dovrete tener conto se vorrete sedervi con continuità al tavolo.
Gio 24/06/2010 da Assopoker in ABC Del Poker











