Scuola di Poker Cash, come giocare una mano, le differenze con tornei e sit&go
Siamo arrivati all’ultimo video della Scuola di Poker relativa al cash game. Fabio Caressa, Alessandro Pastura e Pamela Camassa ci hanno accompagnato lungo un breve percorso che si conclude con un piccolo excursus su come giocare una mano nel cash game rispetto ai tornei ed ai sit&go. Le differenze sono abbastanza nette ed è importante conoscerle prima di sedersi al tavolo.
Ovviamente questo ragionamento vale solo se abbiamo rispettato le premesse fatte nei cinque articoli precedenti e cioè tavolo giusto a cui sedersi, ottima gestione del bankroll, mindset solido, attenzione a tutti gli aspetti del gioco in modo da poter migliorare sempre ed infine capacità di gestire le emozioni. Una volta stabiliti questi punti fermi possiamo capire quali modifiche apportare nel gioco di una mano. Per l’esempio mi rifaccio allo stesso del video di Pastura e Pamela Camassa. Supponiamo di essere sullo small blind e che fino a noi foldano tutti. Giriamo AQ suited e decidiamo di aprire per tre (Nel cash la regola di aprire sempre uguale non è così valida come nei tornei e nei sit, ma per questa volta tralasciamo questo aspetto). Il big blind ci controrilancia poco più di 3 volte. A questo punto facciamo la prima considerazione rispetto ai sit ed ai tornei.
In questa situazione è chiaro che c’è la possibilità di finire all in. In un Sit o in un torneo a seconda dello stack e del momento del torneo può essere una decisione giusta foldare, chiamare e/o rilanciare. Ad esempio se siamo secondi in stack ed il BB è primo e siamo in bolla ci può stare addirittura il fold. Se fossimo stati shortstack probabilmente saremmo andati all in direttamente e così via. Nel cash game dobbiamo considerare soltanto due cose. La conoscenza che abbiamo dell’avversario e le pot odds. Approfondiamo questi due aspetti. La conoscenza dell’avversario è importante per capire con che tipo di mani è capace di controrilanciare da BB su un rilancio da SB, una giocata che per altro è quasi automatica nel cash, però questo ragionamento ci può essere utile anche su un flop eventuale e/o su una fourbet.
Le pot odds diventeranno importanti dopo la nostra decisione. Decidiamo di andare in three bet rilanciando a 40. Il nostro avversario va all in. A questo punto dobbiamo calcolare le pot odds, ed incrociare questi dati con la nostra lettura dell’avversario, Se pensiamo di essere in vantaggio anche di poco o alla pari il nostro call diventa una giocata giusta. Perchè stabilendo di fare sempre la stessa giocata, cioè quella giusta, a lungo andare diventerà una scelta vincente. Nel poker in modalità cash questa è una legge inappellabile, mentre nei tornei un coinflip al primo livello ha un peso diverso rispetto ad un coinflip in bolla, nelle partite con soldi veri il peso è sempre quello che mettiamo nel piatto. Per rivedere tutti gli altri articoli potete iniziare da qui.
Mer 18/01/2012 da Fabio Pagano















