Strategia ABC: perché non si folda mai KK preflop

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Poker Cards

Qualche volta, giocando a poker Texas Hold’em, ci sono situazioni in cui dei players possono provare la tentazione di foldare una coppia di re preflop. Sono circostanze in cui la gioia nello spillare una mano tanto forte si scontra con un timore inconfessabile: quello di incappare in una maledetta coppia di assi.

Questa paura non deve trovare spazio al tavolo da poker: la matematica ci viene infatti in aiuto, consigliandoci con numeri ben chiari di non foldare mai KK preflop.

Vediamo perché. Purtroppo non siamo in grado di vedere le carte del nostro avversario. Questo significa che – in particolare preflop – le mani con cui il nostro avversario può compiere una certa azione sono più di una.

Ammettiamo che voi apriate il gioco da cut-off, il bottone rilanci e la parola tornia a voi, che rilanciate ancora una volta. Per tutta risposta, il giocatore sul bottone va all-in, dimostrando indubbiamente molta forza. Tuttavia, questa non sarà mai sufficiente per farvi foldare i vostri due re.

Infatti, immaginiamo pure che il vostro avversario sia un giocatore molto chiuso, e che quindi sia disposto ad andare all-in con un numero di mani ristretto: per quanto poche possano essere, non saranno mai solo e soltanto due assi.

Ipotizziamo che il vostro avversario possa fare quella giocata solo con mani eccezionali, ovvero QQ, KK e AA. E’ abbastanza irreale che un avversario abbia un range tanto stretto. Eppure, anche in una situazione tanto pessimistica, saremmo comunque al 50%, ragione per cui non dovremmo foldare mai.

Inoltre, è evidente che più mani aggiungiamo a quel ristretto range avversario, più avremo valide ragioni per non foldare mai. Infatti, aggiungendo a quelle poche mani anche soltanto JJ e AK, i nostri due re risulterebbero vincenti ben due volte su tre. Chi ha foldato KK preflop, insomma, alla fine se ne è spesso pentito: fate in modo di non poter dire lo stesso.

Lun 06/09/2010 da Assopoker in ,

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