Strategia cash game: il check-raise in bluff

Man mano che la nostra carriera di giocatore prosegue e saliamo a stakes più alti, incontreremo avversari sempre più bravi. Un level-thinking superiore al loro potrà fare la differenza, soprattutto se riusciamo a farci temere al tavolo.
Effettuare un check-raise con l’intenzione di bluffare è una parte integrante dello stile di un buon giocatore di cash game ai tavoli 6-max e non solo.
Quando si gioca in 6, l’aggressività la fa da padrone, le mani in gioco sono più marginali e ci si ritrova coinvolti in molti più piatti. Se rilanciamo solo con il nuts, diventeremo prevedibili.
È chiaro che potremmo permetterci questa mossa solo contro avversari in grado di passare una buona mano, almeno una top-pair con un buon kicker. Dimentichiamoci di farlo agli stakes più bassi, dove buona parte dei giocatori è scarsa ed osserva poco il gioco.
Facciamo un esempio pratico. Abbiamo A-J e siamo out of position – parliamo prima del nostro avversario – e su un board K-J-4-5-6 senza possibilità di colore abbiamo fatto check-call sul flop e sul turn. Improvvisamente, andiamo di check-raise sul river. Se abbiamo giocato molto contro questo opponent e ci ha visto gestire un colpo in maniera simile quando avevamo un punto molto buono (un set, una scala), potremmo trasformare la nostra mano in bluff in questo modo e spingerlo a passare qualcosa come Q-Q, K-Q o addirittura A-K.
Contro avversari particolarmente aggressivi, che fanno call sul flop solo per attaccare un nostro check sul turn, potremmo effettuare una mossa simile anche sul turn, con un buon successo se la nostra lettura è stata corretta. A volte, potremmo addirittura preparare un bluff successivo sul river in grado di farci vincere un piatto sostanzioso.
Ricordate, quindi, di selezionare accuratamente le vittime della vostra manovra o rischierete solo di sprecare chips inutilmente.
Gio 20/05/2010 da Assopoker in ABC Del Poker











