Strategia cash game: il gioco dai bui – 2° parte

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Strategia cash game

Riprendiamo la nostra analisi del gioco dalle posizioni più delicate del Texas Hold’em: quelle dei bui. Se siamo dei buoni osservatori – e dovremmo esserlo per diventare vincenti nel poker – capiremo molto presto quali sono gli avversari chiusi e quali quelli aperti al tavolo.

Se c’è un rilancio da parte di un giocatore molto aggressivo nelle ultime posizioni, il suo range è probabilmente ampio. Ciò fa chiaramente aumentare il valore della nostra mano se è marginale, sia essa un asso debole come A-3 o una delle peggiori broadway come K-T.

Tuttavia, continueremo a giocare fuori posizione dopo il flop con una mano spesso poco giocabile. Se abbiamo una buona lettura del nostro oppo, però, potremmo aggiungere molti più bluff al nostro gioco.

Ad esempio, potremmo decidere di giocare un check-raise su flop poco connessi con una figura e 2 carte piccole (es. K-7-3), visto che il nostro avversario aggressivo farà molto spesso una continuation bet su un flop di quel genere, anche se avrà legato qualcosa meno spesso di quanto ci aspettiamo.

Contro avversari particolarmente chiusi, potremmo anche effettuare una probe bet e vincere il piatto immediatamente. Un’alternativa potrebbe essere anche effettuare un re-raise preflop, se pensiamo che l’oppo tende a passare di fronte ai contro-rilanci. Ogni soluzione è ovviamente in relazione col tipo di avversario che fronteggiamo: quanto è aperto prima del flop? Quanto rispetta le 3-bet? Quanto spesso effettua una continuation bet? Quanto spesso folda alla continuation bet nei piatti reraisati?

Le risposte a queste domande ci indirizzeranno verso la soluzione più adeguata in quel dato contesto, senza dimenticare che potremmo floppare anche la mano migliore e – perché no – il nuts.

Nei casi in cui, in tavoli particolarmente passivi, c’è stato solo qualche limp, potremmo decidere di rilanciare con un range molto ampio, se i nostri avversari sono particolarmente deboli e tendono a foldare molto ai rilanci prima del flop. Prendere subito un piatto di alcuni big blind ha senza dubbio i suoi aspetti positivi.

Se, addirittura, in tavoli chiusi hanno passato tutti fino allo small blind e noi siamo in tale posizione, dovremmo ancora una volta interrogarci su chi abbiamo di fronte nel big blind. È un giocatore debole? Con odds di 3:1 possiamo giocare quasi qualsiasi mano in heads up. È molto aggressivo? Foldiamo le nostre mani più deboli e rilanciamo con qualsiasi altra decidiamo di entrare in gioco o passeremo chiaramente l’informazione che le nostre mani limpate sono deboli, autorizzando di fatto un grosso rilancio che ci porterà a giocare un grosso piatto fuori posizione con una mano debole – uno degli errori più gravi che si possano fare nel Texas Hold’em.

Mer 12/05/2010 da Assopoker in

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