Strategia da torneo: il sistema a zone

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Dan Harrington e il sistema a zone

Introdotto dal giocatore professionista Dan Harrington nel suo best seller “Harrington on Hold’em”, il sistema a zone rappresenta un’ottima linea guida per affrontare al meglio le varie fasi di un torneo di poker.

Elemento cardine del sistema è il fattore M, ossia il rapporto tra lo stack ed i bui (oltre alla somma delle ante se eventualmente presenti). Le operazioni di calcolo sono decisamente semplici, tuttavia ecco un esempio pratico per meglio capirne il funzionamento.

Ipotizziamo di essere coinvolti in un torneo di No Limit Hold’em e di essere seduti ad un tavolo da 10 giocatori con uno stack di 3.000 chips. Con bui 100/200 ed un ante di 25, per ogni giro dovremo spendere 100+200+(25*10), ossia un totale di 550. Dividendo le 3000 chips che abbiamo per il numero appena calcolato otteremo un valore di M pari a 5,45.

Dopo aver determinato l’entità di tale indicatore, sapremo allora per quanti altri giri potremo sopravvivere prima che i bui divorino completamente il nostro stack. Man mano che tale valore decrescerà, dovremo adeguare la nostra strategia ad una maggior aggressività, se davvero l’obiettivo è quello della vittoria finale.

Dan Harrington ha perciò elaborato un sistema a zone, che ci suggerisce come giocare a seconda del nostro M durante le partite. Vediamolo insieme:

  • Zona verde

M superiore a 20 – In questa zona abbiamo ampio margine di manovra. Vista infatti la bassa incisività dei bui sul nostro stack potremo giocare un poker conservativo e selezionare attentamente gli spot in cui vogliamo essere coinvolti.

  • Zona Gialla

M compreso tra 10 e 20 – In questa zona la strategia conservativa di prima potrà cominciare a non essere sufficiente. Dovremo quindi aumentare leggermente il livello di aggressività entrando in gioco con più mani rispetto a quanto fatto in precedenza. I suited connectors e le coppie piccole saranno meno speculative, visto che le implied odds (ossia la possibilità di vincere un gran piatto investendo poco) saranno più basse.

  • Zona Arancione

M fra 6 e 10 – Small pair e suited connectors ancora meno giocabili, soprattutto da posizione iniziale. Lo stack non permette di 3-bettare efficaciemente e pertante un re-raise sarà spesso direttamente in all-in. E’ importante essere i primi a rilanciare pre-flop, perchè spesso basterà agire in questo modo per vincere qualche piatto. Si può infine raisare con mani sempre meno forti a seconda della posizioni in cui ci troviamo: più si va verso il bottone e meno mani buone servono, inoltre si può andare all-in direttamente pre-flop.

  • Zona Rossa

M fra 1 e 5 – Siamo nella cosiddetta fase push/fold, nel senso che non ci sarà spazio per agire in altro modo. Ogni puntata, infatti, ci renderà committed al piatto. In questa zona i suited connectors e le coppie basse ridiventano importanti, perchè assolutamente buone per andare subito in all-in.

  • Dead Zone

M minore di 1 – In questa zona non si dovrebbe mai arrivare, perchè vuole dire che abbiamo giocato in maniera troppo passiva lasciandoci di fatto divorare dai bui. E’ l’ultima chanche per sopravvivere: qualsiasi carta alta vale un all-in.

Mer 31/03/2010 da Assopoker in ,

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