Texas Hold’em: l’importanza della posizione

Una delle prime cose che un neofita deve imparare, affacciandosi al gioco del poker Texas Hold’em, è capire l’importanza del giocare le mani in posizione rispetto ad i propri avversari.
Giocare in posizione non significa altro che parlare per ultimi rispetto al proprio avversario nel corso della mano: questo è chiaramente un vantaggio, che semplifica di molto le decisioni che dovremo prendere, consentendoci di fare più spesso la cosa giusta.
Infatti, osservando le mosse del nostro avversario – fuori posizione, quindi costretto a giocare prima di noi – non solo siamo in grado di farci un’idea più precisa circa il suo range, ma possiamo anche prendere delle contromisure alle sue strategie in modo più agevole.
E’ per questa ragione che, indipendentemente dalla specialità giocata, si consiglia generalmente di giocare un range di mani più stretto da early position, piuttosto che da late position: nel primo caso, infatti, il rischio che qualcuno controrilanci è più alto, ed inoltre chi parla dopo di noi avrà posizione nei nostri riguardi nel proseguo della mano.
Di conseguenza, se da posizioni come il cut off o il bottone potremmo aprire anche con mani non molto forti – perché è più probabile che i nostri avversari sui bui possano foldare e qualora chiamassero saremmo in posizione su di loro – da early position giocheremo tendenzialmente meno mani e più forti.
Questo è uno dei motivi per i quali si tende a dare più credito al rilancio di un giocatore che apra da UTG+1 piuttosto che da BTN dopo che tutti gli altri hanno foldato: nel primo caso staremmo infatti affrontando un range sensibilmente più stretto e forte, e non potremmo non tenerne conto.
In generale, quindi, giocare il maggior numero di mani possibile in posizione vi semplificherà la vita e vi renderà più vincenti.
Mar 15/06/2010 da Assopoker in ABC Del Poker











